Un segnale complessivamente positivo, che non cancella
però le ombre di una produzione industriale ancora in affanno. Il Centro studi
di Confindustria commenta i dati su fatturato e ordinativi, diffusi oggi
dall'Istat, mettendo in rilievo come, sia pure all'interno di una situazione
congiunturale positiva, non manchino le zone grigie. In particolare – fa notare
il Csc - gli ordinativi, che forniscono indicazioni sul possibile andamento
della produzione nei prossimi mesi, dimostrano come alcuni settori del made in
Italy siano decisamente in ripresa (legno e prodotti in legno, mobili) mentre
altri non hanno ancora superato la fase di difficoltà (tessile e abbigliamento,
apparecchi elettrici e di precisione).
"I nuovi dati – spiega il Centro
Studi - si aggiungono ai segnali positivi sulla ripresa congiunturale emersi di
recente (fiducia delle famiglie, ripresa dell'export), tuttavia vanno letti
congiuntamente alle indicazioni meno favorevoli sulla produzione industriale,
che ad agosto si è ridotta dello 0,8% sul mese precedente (dato
destagionalizzato), e sulla fiducia delle imprese, che a settembre ha registrato
un peggioramento. Inoltre, sul fronte internazionale preoccupano i rincari
petroliferi e il rallentamento nel ritmo di crescita dell'economia americana.
Dunque la ripresa sembra consolidarsi, ma permangono zone d'ombra e aumenta
l'incertezza sulla capacità di tenuta del settore produttivo nel 2005".
FONTE [CONFINDUSTRIA]
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